Intervista all’architetto Carlo Dario, vicepresidente di CasaClima Network Padova Rovigo Venezia. Prossima una convenzione CNA CasaClima

Efficienza energetica degli edifici: obiettivo prioritario

L'efficienza energetica di abitazioni e costruzioni in genere rappresenta lo strumento principale su cui puntare per raggiungere l'obiettivo della riduzione del 20% delle emissioni di gas a effetto serra e di altri inquinanti nel 2020 e per rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico.
Circa il 40% del consumo finale di energia in Europa è assorbito da case, uffici pubblici e privati, negozi e altre categorie di edifici. Nelle abitazioni civili, due terzi dell’energia consumata è utilizzata per il riscaldamento degli ambienti.
Per questo alcune direttive europee hanno dettato agli stati membri la scaletta normativa per migliorare considerevolmente l'efficienza nei principali settori del consumo energetico.


Nel recepimento delle norme europee, il Governo italiano ha costruito una cornice normativa all'interno della quale le Regioni possono esplicitare le loro competenze, sviluppare specificità e cogliere opportunità proprie dei loro contesti.
Dal 2009 la certificazione energetica vera, cioè quella eseguita da un soggetto indipendente come previsto dalla direttiva EPBD, è stata resa obbligatoria su tutto il territorio nazionale, ma avviene sulla base delle norme regionali.
Nella Regione Veneto, una delle poche a non aver ancora approvato una propria normativa, si impiega la normativa statale.
L’Agenzia CasaClima di Bolzano, struttura pubblica, coordinata dalla Provincia Autonoma che si occupa dagli anni novanta di risparmio energetico e dal 2003 principalmente della certificazione energetica degli edifici, è uno di questi soggetti indipendenti.
Con CasaClima, che era in procinto di diventare partner della Regione Veneto per la predisposizione di un sistema regionale di certificazione, la CNA veneta sta per siglare un accordo che prevede, tra l’altro, l’individuazione di percorsi di formazione per le imprese affinché raggiungano gli standard qualitativi per operare sul mercato secondo i criteri di efficientamento energetico
previsti per ottenere la certificazione.

All’architetto Carlo Dario, vicepresidente del Network CasaClima Padova Rovigo Venezia (associazione nata nel 2011 e composta da professionisti che hanno seguito i corsi di formazione CasaClima, aziende, imprese, artigiani e pubbliche amministrazioni che hanno sottoscritto il Manifesto per la sostenibilità) chiediamo perché nasce CasaClima?

Nel 2002 una direttiva europea ha imposto agli stati membri di trovare un sistema di certificazione degli edifici per ridurre i consumi. L’Italia ha deciso di applicarla in forma regionale. L’unico ente che l’ha fatto nei tempi previsti dalla legge, nel 2003, è stata la provincia autonoma di Bolzano. La Regione Veneto non ha ancora stabilito le linee guida della certificazione regionale e qui si applicano quelle nazionali.

Che differenza c’è la certificazione CasaClima e quanto prevedono le linee guida nazionali che si applicano in Veneto?

La differenza è che nelle linee guida nazionali la classificazione viene data dalla sommatoria tra le dispersioni dell’edificio e la fonte di energia che si utilizza per riscaldare l’edificio stesso, mentre la classificazione CasaClima viene data solo dall’efficienza dell’edificio.
La classe A CasaClima certifica che l’edificio disperde pochissimo, mentre un edificio classe A secondo le linee guida nazionali può essere molto scarso dal punto di vista dell’efficienza, ma utilizzando molto le fonti rinnovabili può ottenere lo stesso una classificazione elevata.

CasaClima nasce a Bolzano, che problemi si sono posti per adattare i vostri protocolli in una realtà territoriale così diversa come il Veneto?

Innanzitutto il sistema è sempre legato alle caratteristiche del territorio in cui si opera; ad esempio i gradi giorno che identificano le dispersioni dell’edificio sono adattati al luogo. Inoltre, è stato fatto dal 2009 in poi un grosso sforzo per adattare il sistema anche alla fase estiva, ad esempio per l’ombreggiamento, ovvero la protezione solare sulle strutture dell’edificio, obbligatorio ma che quasi nessuno controlla, o per il comportamento delle strutture e delle pareti opache che devono avere determinate caratteristiche o in peso specifico o in sfasamento (cioè il tempo che il calore ci mette a passare dall’esterno all’interno) e che dipende dal tipo di isolamento che viene utilizzato.
Questi sono tutti elementi che incidono sulla certificazione. CasaClima ha imposto vincoli molto più rigidi anche della norma nazionale per adattarsi ai climi estivi, infatti noi certifichiamo anche in Sicilia e Sardegna.

CasaClima, essendo nata in Alto Adige, privilegia le imprese di quella regione?

Assolutamente no, la certificazione fatta da noi non obbliga ad utilizzare materiali o fornitori che provengono dall’Alto Adige. L’unico obbligo è che i lavori siano fatti con qualità. Se nella zona c’è chi lavora in qualità bene. Il nostro obiettivo è aumentare la qualità delle imprese in tutto il territorio. Ne è prova il fatto che ci sono diverse aziende venete che lavorano in Alto Adige.

Al fine di ottenere la certificazione e un prodotto casa che sia al massimo livello, da dove si parte?

Non si può ottenere una qualità elevata se non c’è una buona progettazione.
Il 98 per cento dei problemi va risolto in fase progettuale. Poi certo una piccola fase si può risolvere in cantiere, ma chi realizza l’opera deve sapere esattamente già prima cosa e come deve fare. Una buona progettazione dà due vantaggi: da una parte si evitano demolizioni ed aggiustamenti in corso d’opera con una riduzione dei costi, dall’altra il preventivo dell’impresa è fatto su una base certa, evitando poi di trovare sorprese.

Perché allora è importante formare le imprese?

Perché è fondamentale che parlino la stessa lingua dei progettisti. Se in cantiere l’impresa non è in grado di capire cosa vuole il tecnico col suo progetto, non si ottiene alcun risultato positivo. Seguono le indicazioni, ma non capiscono il perché. Ed è proprio questo il salto di qualità che noi cerchiamo di favorire.

Per quanto riguarda ristrutturazioni e adattamenti, mercato molto importante visto il patrimonio immobiliare che abbiamo in Veneto, come si ottiene la certificazione CasaClima?

C’è un nuovo protocollo che si chiama CasaClima R a regime dal 2013, proprio per questo tipo di interventi che prevedono quasi sempre eccezioni per vari motivi e vincoli da rispettare. Questo diventerà forse il sistema più diffuso di CasaClima, visto come va il mercato, e le cui prime applicazioni funzionano benissimo.

Quanto può costare in più una casa certificata CasaClima rispetto ad una costruzione tradizionale?

Se noi confrontiamo quanto ci richiede la norma di legge di base con un CasaClima B, ottimo edificio per efficienza dell’involucro, solo togliendo i ponti termici, che nella normativa nazionale sono accettati nel senso che si possono inserire, la differenza è zero. Se passiamo alla classificazione A, la differenza di costo è del 3 per cento, ma si ottiene un risparmio in bolletta di 500 euro l’anno, valutato per una casa di 180 metri quadrati.