CNA Veneto e CNA Treviso hanno messo a confronto gli artigiani sulla nuova cultura del “made in Italy”: innovazione, contaminazione, nanotecnologie. Stando al sito olandese 3dhubs.com, il Veneto è la regione italiana dove la stampa 3D è più sviluppata. In Veneto, quindi, sta avvenendo una nuova rivoluzione che sta contaminando giovani nativi digitali, come illuminati imprenditori artigiani e professionisti.

Ce n’è per tutti, con nuove prospettive sia per giovani che si avvicinano al mondo produttivo, sia per le lavorazioni tradizionali per renderle più competitive nel mondo globale della produzione. Probabilmente è presto per poter affermare con certezza che questa è “la via”, ma è certo che ormai è arrivato il tempo di dare sostegno all’applicazione del nuovo che avanza. Ne è convinta la CNA che ha organizzato a Treviso un incontro tra artigiani e nuove tecnologie.

Basta con l’immagine dell’artigiano imprenditore di serie B – ha affermato il Vicepresidente nazionale di CNA, Andrea Di Benedetto – perché l’artigiano detiene la conoscenza del saper fare. Creiamo momenti di contaminazione tra imprenditori e giovani “smanettoni”, per coniugare idee visionarie e saper fare”.

In Italia stanno nascendo Fab lab e co-working, luoghi nei quali si mescolano conoscenze e competenze anche inter generazionali. Non laboratori dove si va solo per farsi realizzare un prototipo con la stampante 3D, ma per farsi spiegare e per capire come applicare nella propria attività le nuove tecnologie.
Se oggi ci sono ancora molte imprese artigiane vive, significa che hanno ancora qualcosa da dire – ha affermato Alessandro Conte, Presidente della CNA veneta - ma devono imparare a raccontarsi anche attraverso il web ed a considerare le nuove tecnologie volano di innovazione”.

Anche la scuola deve fare la sua parte, mettendo i giovani nelle condizioni di formarsi le competenze che servono alle imprese con le quali, come ha affermato il dirigente dell’Istituto Tecnico Planck, che ha ospitato il convegno, Mario Della Ragione, va stretto un patto oltre agli stage ed all’alternanza, per far entrare con più consapevolezza i giovani nel mondo del lavoro.
Contaminazione, co-working, Fab-lab, reti, makers, nanotecnologie e stampa 3D, sono quindi vocaboli che devono trovare spazio nel glossario dell’artigianato e nella cultura degli imprenditori.
Molta curiosità in sala per una stampante a filo FDM in azione e per i prodotti realizzati con varie tecniche e materiali, ed anche per uno scanner in grado di analisi dimensionali e reverse engineering di oggetti, con creazione di file per la loro stampa in 3D.