“MAVI” Meccanica Alto Vicentino
INSIEME POSSIAMO COMPETERE ANCHE SUL MERCATO INTERNAZIONALE

“MAVI”, Meccanica Alto Vicentino, è un’aggregazione nata sotto l’egida della CNA, tra tre aziende vicentine della meccanica, in base al progetto di ECIPA, finanziato dall’Ente Bilaterale EBAV, “Mettiamo le ali”.
Quest’anno, grazie al progetto, i tre artigiani hanno di Marano Vicentino partecipato a Parma al MECSPE, la fiera internazionale della meccanica e della subfornitura, dove hanno avvicinato un mercato prima per loro impensabile. Lì hanno portato le proprie eccellenze con grande soddisfazione e prospettive commerciali.

A Ivano Maistrello, partner dell’aggregazione, chiediamo cos’è MAVI?

MAVI è il frutto di un percorso intrapreso alcuni mesi fa assieme ad altre 2 aziende artigiane di Marano Vicentino operanti nel settore meccanico. La mia azienda VLM, con dieci addetti, la Costruzioni Meccaniche Balasso Snc, con quattro, e la Marangon srl, con tre.

Come è nata l’idea di creare questa aggregazione?

La nostra collaborazione è nata in maniera spontanea circa otto anni fa. Siamo tre coetanei dello stesso paese che facciamo più o meno lo stesso lavoro e spesso ci è capitato di aver bisogno l’uno dell’altro per realizzare prodotti che singolarmente non saremmo riusciti a fare o per impegni o per mancanza del macchinario specifico.
Grazie a questa sinergia spontanea, quando ci è stato presentato il progetto “Mettiamo le ali”, frutto della collaborazione tra CNA, Ecipa ed Ebav, lo abbiamo subito recepito e cavalcato.
Il progetto ci è stato proposto come una opportunità di maggiore visibilità anche a livello internazionale e di crescita nel nostro business. Siamo stati accompagnati e seguiti dai responsabili del progetto in ogni fase, dall’individuazione delle aziende che avevano requisiti per formare dei gruppi di aggregazione, alla messa in opera di tutte le iniziative successive.

A suo giudizio serve essere giovani imprenditori per tentare questa strada?

Noi tre siamo cinquantenni e ci sentiamo ancora “giovani imprenditori”, ma a mio parere l’età non è l’elemento decisivo. Serve, piuttosto, lo spirito giusto. Ad esempio la nostra precedente collaborazione è stata determinante per crearci la mentalità giusta. Poi c’è la nostra voglia di andare avanti e trasferire la nostra azienda e attività ai nostri eredi, figli e nipoti, al cui futuro vogliamo lasciare un contributo concreto.

Fatti e risultati corrispondono alle vostre aspettative?

Possiamo dire di sì, i risultati fin qui ottenuti corrispondono a quanto ci eravamo riproposti iniziando questa avventura. Sono stati innanzitutto realizzati alcuni strumenti di comunicazione che sono serviti quali “biglietto da visita” per pubblicizzare le nostre attività e le nostre “eccellenze”, riportando le singole realtà produttive in un unico grande contenitore, MAVI, appunto e abbiamo partecipato alla Fiera MECSPE di Parma, una manifestazione prestigiosa e di valenza internazionale.

Qual è il vantaggio competitivo che avete riscontrato?

Solo unendo le forze nell’aggregazione abbiamo potuto affrontare questa esperienza, sicuramente fuori dalla portata economica, ma soprattutto organizzativa, per aziende piccole e poco strutturate come le nostre. Abbiamo potuto confrontarci con i “grandi” del nostro settore, che rimanendo da soli per noi erano inavvicinabili, e promuovere il nostro business alla pari, facendo in modo che prevalga la vera competitività, come aggregazione di forza, esperienza e qualità di prodotto.
Non si tratta di una semplice sinergia applicata a processi produttivi, si tratta di sicurezza di poter condividere assieme un mondo che individualmente è sempre più difficile ad affrontare e di poter moltiplicare le forze per essere competitivi nel mercato.
Assieme siamo più flessibili, ciascuno di noi fa qualcosa di diverso dagli altri e come MAVI possiamo fornire al mercato una gamma di prodotti più ampia, possiamo contare sui macchinari diversi che ciascuno di noi ha ed anche sulla capacità produttiva che a volte singolarmente non abbiamo.

L’imprenditore, soprattutto artigiano, è parecchio individualista. Avete risolto e come questa competitività tra le imprese che si sono aggregate?

E’ vero tendenzialmente è così, ma noi avevamo già superato questa fase e questo atteggiamento. Avevamo, infatti, negli anni acquisito individualmente una metodologia di collaborazione, dettata soprattutto dall’educazione e dall’etica comportamentale. Abbiamo sempre cercato di rispettarci, ma soprattutto di aiutarci e collaborare.

La vostra esperienza facilita l’innovazione rispetto ai servizi e prodotti che fornivate prima dell’aggregazione?

Sì, perché c’è scambio continuo di opinioni sui processi produttivi, sui prodotti e sui macchinari. Ora se uno di noi deve acquistare un nuovo macchinario, cerca di diversificare rispetto a quelli che abbiamo singolarmente, per poter ampliare la gamma delle lavorazioni, introducendo anche innovazione. Questo aumenta la nostra competitività e ci ha permesso di affrontare la crisi, che pure abbiamo sentito, in modo positivo, perché di ha reso più flessibili e maggiormente in grado di adattarci alle esigenze del mercato.