La Cna del Veneto ha presentato a Padova un nuovo progetto avviato in collaborazione con Università Ca’ Foscari di Venezia. Si chiama “Cambia-menti” e mira a riaccendere la competitività delle micro e piccole imprese venete, aggiungendo nuove competenze a quelle già possedute per valorizzarle nell’ambito delle nuove filiere produttive internazionali.
“Cambia-menti” è stato presentato dal Presidente della CNA del veneto, Alessandro Conte, da Marco Vedovato, ricercatore del Dipartimento di economia e direzione aziendale di Ca’ Foscari, e da un nucleo di “piccoli imprenditori innovativi” che dalla sperimentazione del progetto hanno già ricevuto notevoli benefici, alla presenza dell’Assessore regionale all’economia, sviluppo, ricerca e innovazione Maria Luisa Coppola.
Se non si è competitivi si esce dal mercato, come dimostrano i dati demografici sulla mortalità delle piccole imprese e le stime OCSE che indicano un calo del 20 % della competitività delle nostre piccole imprese negli ultimi 20 anni rispetto alle medie UE.
Le piccole imprese rimangono un attore insostituibile del contesto competitivo che non sarà mai più quello del passato. Alcune di esse dimostrano oggi innovatività che si traduce in forza competitiva, altre hanno bisogno di nuova conoscenza da integrare con quella che viene dalla tradizione, e tutte hanno bisogno di stimoli e punti di riferimento.
Di seguito riportiamo alcuni stralci del discorso del Presidente della Cna del Veneto, Alessandro Conte, nel corso della presentazione.

“I tempi che viviamo sono strani e complessi. Siamo alla fine di un ciclo storico. Vediamo, ma più spesso solo intravediamo, i cambiamenti che in modo radicale stanno attraversando il mondo, modificandolo in tutti i suoi aspetti. Ma ancora non riusciamo a comprenderli compiutamente, né tanto meno conosciamo (a pieno) le conseguenze che essi avranno.
Oggi la sfida della competitività e della produttività, non la possono vincere le imprese da sole; sono i sistemi - paese a vincerla, se sono dinamici, innovativi, aperti al nuovo.
Anche per il Veneto si impone un cambiamento, un rovesciamento delle prospettive e ciò richiede il coraggio di scelte strategiche ed innovative, che possono anche essere dolorose, ma lungimiranti per il futuro, di un nuovo quadro di relazioni con i soggetti di rappresentanza per far crescere una governance dei processi capace di creare “consenso sociale” attorno ad un disegno strategico. Occorre indicare una priorità ed attorno ad essa costruire nuove coerenze.
La legge di Bilancio 2014 della Regione del Veneto e i documenti preparatori per la programmazione dei fondi europei 2014-2020 non hanno al centro l’impresa ed il lavoro, pur riservando ad essa molte attenzioni. Non contengono il cambiamento necessario nelle politiche, negli strumenti, nella distribuzione delle risorse.
Alla Regione spettano poteri e compiti di primo piano per le politiche di sviluppo ed essa può contare su molti punti di forza quali una diffusa e vincente rete di piccole imprese che rappresenta l’economia del Veneto; una qualità diffusa delle competenze dei lavoratori e una nuova leva di giovani fortemente professionalizzati e ricchi di sapere; un associazionismo sano e rappresentativo; la presenza di leve finanziarie efficaci; un preziosissimo, ma fragile territorio, ricco di “giacimenti culturali, artistici e paesaggistici”; una enorme potenzialità della infrastruttura sociale che può permettere esperienze innovative di welfare di natura contrattuale, integrativo di quello pubblico e da condurre a sistema.
I punti di forza non sono tuttavia una rendita, ma la condizione per generare il pensiero innovativo, per fare dell’impresa lo strumento per il rilancio dell’economia veneta.
Le imprese venete, e in particolare le piccole, manifestano oggi un gap competitivo importante, ossia una differenza tra l’assetto che dovrebbero possedere per essere più competitive e quello che di fatto possiedono.
Eppure le piccole imprese continuano ad essere un attore indispensabile per l’economia veneta, in considerazione del loro numero, dell’occupazione che garantiscono e, soprattutto, delle competenze di valore che ancora possiedono.
Per contrastare la dispersione di tale potenziale competitivo e fare uscire molte piccole imprese dal rischioso attendismo nel quale si sono rifugiate, occorre uno sforzo straordinario per dare loro impulso, direzione e nuovi strumenti.
E’ con questo approccio che la Cna presenta, all’interno del nostro progetto “CambiaMenti”, una prima azione concreta che va nella direzione del rilancio della competitività, un'azione costruita su misura per le micro e piccole imprese ed elaborata con l’Università Cà Foscari di Venezia.
Alla Regione del Veneto chiediamo di diventare partner importante e strategico nella sua realizzazione”.